Morti due soldati in esplosione di auto militare a sud est della Turchia

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Fonti di sicurezza hanno riferito oggi della morte di due soldati in un veicolo militare a seguito di un’esplosione di un ordigno improvvisato nella zona di Sirnak, a sud est del paese ai confini con l’Iraq.

L’esplosione, accaduta nella cittadina di Uludere, non è stata rivendicata da nessuno. Il sud est della Turchia sta vedendo una escalation di violenza da quando finì la tregua con i combattenti del “partito dei lavoratori turchi” l’anno scorso.

Il PKK ha rivendicato l’attacco dell’autobomba kamikaze esplosa nella caserma di polizia nella città di Ilazig a est della Turchia lo scorso Giovedì, dove morirono tre poliziotti.

L’attacco suicida dello scorso giovedì era il più grande nella catena di violenze durata 24 ore, in cui hanno perso la vita decine di persone, la maggior parte poliziotti e militari e altri 300 sono rimasti feriti.

L’escalation violenta nel sud est del paese è dovuta al partito dei lavoratori curdo secondo i responsabili turchi, che è già considerato un’organizzazione terroristica dalla Turchia, gli Stati Uniti, e l’Unione Europea.

Da quando la tregua è finita il partito ha sferrato decine di attacchi alle postazioni della polizia e dell’esercito nelle zone in cui vivono le maggioranze curde. Lo scopo finale del partito è l’autodeterminazione per i curdi, che contano 15 milioni in Turchia.

Martedì, 23 Agosto

Fonte: Al Hayat

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UE: l’unione della Turchia all’Europa è un sogno che non si realizzerà

Secondo responsabili europei il sogno turco di entrare nell’unione europea è finito, è finito dopo le retate successive al colpo di stato, è finito con la violenza e gli abusi compiuti dall’esecutivo di Erdogan nei confronti dei giudici, i militari e i le forze dell’ordine. Continua a leggere

Quando il principe del Qatar si reca in Turchia, Erdogan lancia la sfida e annuncia la demolizione di Gezi Park dopo 3 anni dalle proteste sanguinose

Fonte: Al Ahram

Manifestanti turchi riuniti contro Erdogan e il suo governo in una manifestazione a Istanbul

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato la ripresa dei lavori sul progetto di sviluppo della famosa piazza Taksim a Istanbul, luogo di intense proteste contro il governo nel giugno del 2013 che causarono morti e feriti tra i manifestanti.

Durante un iftar [fine del digiuno giornaliero da fare nel mese di Ramadan] organizzato dal comune, Erdogan ha detto che “il progetto sul quale bisogna concentrarsi con coraggio è il giardino di Gezi nella piazza di Taksim dove costruiremo un edificio storico”. Ha poi aggiunto: “se vogliamo proteggere la nostra storia, bisogna ricostruire questo palazzo”.

Nel lontano novembre del 2012 il governo di Erdogan diede il via libera ai lavori di sviluppo della piazza di Taksim, lavori che prevedevano la distruzione del parco di Gezi e la costruzione di un complesso commerciale e residenziale tutt’intorno nonché la restaurazione di una caserma ottomana risalente al secolo diciannovesimo, un enorme teatro dell’opera al posto dell’attuale centro culturale Ataturk e un museo della storia in cui verranno esposte testimonianze delle cattive azioni compiute da diversi paesi, in capo ad essi la Germania, la Francia e gli Stati Uniti.

Il giornale turco Jumhuriyet conferma che Erdogan ha ripreso la sua politica di provocazione con queste sue ultime indiscrezioni sui suoi progetti per il celebre parco di Gezi, gli stessi che hanno portato a dodici morti e migliaia di feriti tre anni fa.

Questi annunci sono arrivati mentre l’emiro del Qatar, Tamim Bin Hamad Al-Thani, si recava in Turchia in ciò che ha descritto essere una breve visita di lavoro.

L’agenzia di stampa qatariota “QNA”, senza divulgare molti dettagli, ha riferito che Tamim e Erdogan esamineranno gli sviluppi negli ambienti regionali e internazionali.

Allo stesso tempo l’altro ieri le forze dell’ordine turche hanno separato con la forza centinaia di manifestanti nel centro di Istanbul; questi stavano protestando contro la violenza subita da musicisti e amanti della musica da parte di islamisti mentre ascoltavano brani musicali e assumevano delle bibite, durante il mese di Ramadan, dentro un negozio di dischi. La polizia ha impiegato idranti ad alta pressione, gas lacrimogeni, e proiettili di gomma per separare la folla di circa cinquecento manifestanti riuniti nel quartiere di Cihangir nel centro della città dove protestavano anche contro il governo di Erdogan, accusandolo di essere “ladro” e “assassino”, e ripetendo frasi come “insieme contro il fascismo”.