La regina Rania della Giordania a Firenze per accettare il premio umanitario Andrea Bocelli

Pubblicato il 12 settembre ’16

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Come riconoscimento dei suoi sforzi in ambiti umanitari, la difesa dei diritti dei bambini, la promozione della pace e il rispetto tra i popoli, e il contrasto della violenza e l’estremismo, sua maestà la regina Rania al-Abdullah ha accettato il premio umanitario Andrea Bocelli che le è stato consegnato in Italia.

Nella cerimonia tenutasi a Firenze, sua altezza la regina ha confermato che il mondo oggi ha un estremo bisogno di una rinascita che porti il genere umano a dare il suo meglio nei periodi di difficoltà, e a operare senza esitazioni per raggiungere i suoi simili e non tirarsi indietro.

La regina ha poi dichiarato che “i rischi non possono essere più alti di quanto lo sono ora. In questo momento ci sono forze all’opera in Siria, in Iraq, in Sud Sudan, in Nigeria, e altrove, con lo scopo di riportarci ai secoli oscuri. Temono il nostro progresso e vogliono vivere in un mondo in bianco e nero, dove l’unico colore è il rosso del sangue versato”.

Elaborando, sua altezza ha detto “le loro priorità quando catturano un luogo è di cancellare la sua cultura, la sua arte, e qualsiasi segno di progresso; basti vedere la storica città di Palmira in Siria e l’antica Nimrud in Iraq”.

Sua maestà ha poi accennato che la distruzione della cultura non è l’unico obiettivo degli estremisti, il loro scopo in assoluto più doloroso è quello rivolto contro l’innocenza dei bimbi.

Seguendo ciò, la regina ha rammentato “Sicuramente ricordate il piccolo Omran di cinque anni che fu salvato dalle macerie il mese scorso durante i bombardamenti di Aleppo in Siria. Seduto nel retro dell’ambulanza, impolverato, sbigottito e in stato di shock. Era talmente scioccato che non gli faceva alcun effetto vedere il proprio sangue che colava. Il suo silenzio era un grido contro il mondo, e il mondo non aveva altro che poche parole da dargli”.

Inoltre la regina ha invitato i presenti a chiedersi dell’eredità che vogliamo lasciare ai nostri posteri, infatti ha esortato “la domanda che ci dobbiamo chiedere mentre viviamo le crisi della nostra era è quale potrà essere l’eredità che lasceremo alle generazioni future? Cos’è che plasma il mondo in cui si vive? È questo quello che vogliamo lasciare? Civiltà che si distruggono e gioventù seppellite per sempre sotto macerie di guerre e menefreghismo?”.

Queste erano parti del discorso della regina durante la cerimonia della consegna del premio Andrea Bocelli a Firenze, cerimonia che oltre a onorare i personaggi che hanno dedicato i propri sforzi al lavoro umanitario, si prefigge di raccogliere fondi per associazioni di beneficienza.

Fonte: Al Madina

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